CAMMINAMENTE

  • Assisi, Chiostro Superiore Sisto IV, Basilica San Francesco, accesso ingresso convento

Mostra: CAMMINAMENTE. Il mondo dei camminatori, i camminatori del mondo
dal 01 al 17 settembre 2017 | : lunedì-sabato 08,00 – 18,30. Domenica 13,00 – 18,30
Ingresso libero

A cura di: Antonio Gregolin
Camminamente. Il mondo dei camminatori. I camminatori del mondo, la prima esposizione italiana sulle scarpe dei grandi camminatori, ideata da Antonio Gregolin, giornalista e artista vicentino Negli ampi spazi del chiostro Sisto IV del Sacro Convento, che con la Basilica è una delle mete più rappresentative di pellegrinaggio, sono esposte le storie racchiuse nelle scarpe di più di trenta grandi camminatori, noti e meno noti, che hanno macinato migliaia di chilometri nelle strade del mondo. È la prima volta nella storia che delle scarpe “vissute” arrivate da vari cammini, vengono esposte nella Basilica di San Francesco di Assisi. La scarpa come simbolo e Francesco simbolo stesso del pellegrinaggio. Tre le sezioni: i camminatori per passione, sport e grandi avventure; il mondo dei pellegrini e per finire “Le scarpe della memoria” con autentici cimeli storici di chi è stato costretto a camminare per forza, per salvarsi la vita. In quest’ultima sezione sarà raccontata tutta la tragedia del ’900: dalle scarpe della Prima Guerra Mondiale, ai campi di concentramento. Degli esuli istriani, alla Sarajevo assediata, fino alle scarpe raccolte da uno scafo vuoto di migranti a Lampedusa. Ma quelle più ammirate e venerate sono le scarpe di San Francesco, eccezionalmente esposte per l’occasione nella Cappella di san Nicola nella Chiesa Inferiore, dove si conclude il percorso espositivo. «C’è l’aspetto fisico – racconta il suo curatore –, come pure l’aspetto mentale del camminare, come si evince dal titolo. Non è però un’esposizione feticistica sui record, ma sulle imprese degli uomini, dove la simbologia della scarpa riporta tutto all’essenzialità del “terra-terra”. In una Assisi che è anche “ascesi”: “anabasi”, cioè andare verso l’alto». L’eccezionalità quindi di questa mostra dentro le mura del Sacro Convento, ha la forza di una proposta per un percorso con la mente, il corpo e il cuore che vuol camminare. “Una mostra importante – ha detto Padre Mauro Gambetti – camminare significa entrare in contatto con il Creato. Un tema che appartiene al nostro dna, un rimando all’esistenza dell’uomo che vive la proprie esistenza come un cammino”.