Sulla Scrittura
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10_OTTORE_2018

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Una giornata dedicata all’importanza della scrittura e dell’interpretazione dei testi

Premessa

Il prossimo appuntamento del Cortile riprende il filo intessuto nella Basilica Superiore di San Francesco la sera del 22 settembre scorso, con le letture da Bibbia, Corano, Parmenide, Francesco: riscoprire i grandi classici delle culture del mondo, le grandi parole, i grandi libri, comune terreno di costruzione delle comunità culturali. L’importanza della parola, del testo, della scrittura, la complessità dell’argomentazione e dell’interpretazione e l’impoverimento della semplificazione
Avvertenza
per consentire agli intervenuti, e più specificamente agli studenti, di partecipare all’ incontro con una preventiva conoscenza degli argomenti trattati, informiamo che Luciano Canfora consiglia la lettura dei seguenti brani oggetto della sua lectio:
Tucidide, Storie, libro II, cap. 37, par. 1
Augusto, Res gestae, cap. I, parr. 1-2
Tacito, Annali, libro I, cap. 10

Programma

Mattina – Sala Stampa

9,30 – introduce e coordina Paolo Ansideri

09,40 – Leggere la classicità – Donato Loscalzo: Scrittura, tradizione, interpretazione
Un testo letterario viene letto nelle diverse epoche con differenti prospettive esegetiche e sulla base di diverse istanze culturali, assumendo così anche nuove valenze e significati. Si prenderà in esame il modo in cui alcuni passi dell’Iliade e dell’Odissea siano stati interpretati nei secoli tra Rinascimento ed Età contemporanea.
 
10,10 – Leggere la Costituzione – Giovanni Maria Flick: L’articolo 3
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”
La variazione del contesto storico-politico nella mutazione dei concetti di: sesso, razza, lingua, religione, cittadinanza, persona
 
10,40 – 11,00 – pausa

11,00 – Leggere la letteratura – Lorenzo Chiuchiù: Legge e stile
Kafka e Dostoevskij. Legge e letteratura sembrerebbero in apparenza difficilmente confrontabili. Gli ambiti dei due termini sembrerebbero asimmetrici e con valori diseguali: dalla legge e dal suo funzionamento dipende la vita delle persone e l’ordinamento delle società; mentre la letteratura è spesso puro e semplice intrattenimento, inessenziale. Eppure esiste una letteratura, la grande letteratura, che esplicitamente si confronta con la legge, o addirittura tende a sovrapporsi a una forma di legge
 
11,30 – Leggere la Bibbia – Carlo Maccari: Chiamati dalla parola di Dio. La lettura cristiana della Bibbia
Il cristiano che si accosta alla Bibbia lo fa non come uno studioso scrupoloso, ma come un convocato, come un chiamato da Dio. Significa che egli si sente interpellato in prima persona dal suo Dio, che parla a lui tramite la Bibbia, direttamente e richiede da lui una risposta. Nella qualità di questa risposta alla Parola di Dio vi è tutta la qualità della sua fede. La Bibbia è la narrazione della storia di tanti chiamati che ogni giorno si sono confrontati con il loro Dio. Per questo si analizzeranno due tipi di approccio alla Bibbia, l’approccio narrativo e l’approccio spirituale.
 
Pomeriggio

Sala Stampa 16,00 – Luciano Canfora. Insegnare le lingue classiche oggi, a cura di Donato Loscalzo
Incontro riservato per docenti scuole superiori, studenti universitari e uditori a numero chiuso

Sala Stampa 17,00 – Luciano Canfora. Sulla scrittura: tra filologia e politica
L’interrogazione delle fonti, il dubbio sistematico sulle verità stabilite per decreto sono le armi migliori di un filologo. L’analisi rigorosa dei testi, la filologia, come prassi della libertà intellettuale, conquista dell’epoca moderna.
Un esempio attraverso Le storie di Tucidide, Gli Annali di Tacito, Res Gestae di Augusto
I tre testi proposti, che si collocano in un arco di tempo molto ampio, dalla fine del V a.C. all’inizio del II sec. d.C., hanno in comune una caratteristica: di essere stati oggetto di interpretazioni antitetiche sin dall’antichità e tuttora controverse. Si tratta di casi emblematici a conferma della necessità di ricorrere a strumenti filologici per affrontare dilemmi interpretativi, in una marcia di avvicinamento alla “verità” che non si compie mai in forma definitiva.