Sulla Differenza - Al Cortile di Francesco nessuno è escluso e nessuno è uguale

Sulla Differenza - Al Cortile di Francesco nessuno è escluso e nessuno è uguale

di padre Mauro Gambetti, Custode Sacro Convento Assisi

Il Cortile dei Gentili, ideato dal Pontificio Consiglio per la Cultura per iniziativa del cardinale Gianfranco Ravasi, mira a promuovere il dialogo tra credenti e non credenti. Il suo significato più profondo si radica nella funzione pubblica che aveva l’omonimo spazio presente nel Tempio di Gerusalemme: uno spazio per gli ebrei e per i gentili, una sottile e necessaria linea di contatto tra visioni diverse del mondo, una sorta di “terra di mezzo” dove incontrare i “differenti”.
In passato, e anche oggi, le grandi chiese francescane conventuali sorte a ridosso delle antiche mura cittadine non erano solo luoghi liturgici, ma anche spazi per incontri pubblici, cui accorrono gli abitanti della città e della campagna. Aree aperte per catalizzare la ricerca e la voglia di migliorare il mondo degli uomini di buona volontà.
È così che nel 2012 il Sacro Convento di Assisi organizza insieme al Pontificio Consiglio per la Cultura e all’associazione Oicos il primo Cortile di Francesco, un evento culturale di portata internazionale nella simbolica Città Serafica.
Da subito, nella più genuina tradizione francescana, il Cortile di Francesco propone un umile approccio: Dio, questo Sconosciuto. Nell’edizione successiva, porta all’attenzione del mondo ciò che ci accomuna ed è nel cuore di Dio:Umanità. Nel terzo appuntamento, invita a volgere lo sguardo alla storia dell’uomo, di ogni uomo: Cammino.
Quest’anno, intende valorizzare le peculiarità dell’essere: Differenze, candidandosi definitivamente a divenire il luogo che tutti accoglie. Al Cortile di Francesco i “differenti” possono trovare una tenda sotto la quale aprirsi reciprocamente all’ascolto e alla comunicazione. Ivi è possibile fare un’esperienza di incontro con l’altro da noi.
L’incontro nel segno di un abbraccio. È nel DNA del francescanesimo: scendere fin dove è necessario per potersi amare gli uni gli altri. Ogni volta che pensiamo ad una nuova edizione del Cortile di Francesco, abbiamo nel cuore lo spirito di fraternità del Poverello di Assisi: nessuno inferiore, nessuno straniero, nessuno escluso, nessuno uguale; tutti poveri; tutti pellegrini e forestieri; tutti soli; tutti degni. Francesco, seguendo le orme di Gesù, lo testimonia. Noi lo abbiamo imparato: val la pena accogliersi gli uni gli altri, perché i “differenti” da noi sono l’opportunità che ci è donata, sono la condizione ineludibile per la pienezza della vita.
Sperimentare l’armonia nella pluralità, la familiarità che fa trovare casa nel cuore dell’altro, l’inclusione di ciascuno – “gentile” come noi – e la limpida bellezza di ogni uomo colma l’esistenza di una felicità che schiude la visione del Cielo dentro di noi e intorno a noi. Che tutti possano farne esperienza, mio Dio!

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